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Video-intervista al
Dr. Edoardo Baggio

Specialista in Endocrinologia
Buonarroti Medical Center
Milano


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Quando esporre il bambino al sole? Come proteggerlo?

Acqua, sabbia e soprattutto sole: un cocktail perfetto per garantire ai bambini divertimento e salute. Attenzione però: i raggi UVA e UVB sono nemici della pelle e possono causare alterazioni e danni cutanei come eritemi e scottature. I bambini, in modo particolare, vanno protetti nei confronti delle scottature in quanto le ustioni solari, durante l'infanzia, possono esporre a un maggior rischio di tumori cutanei in età adulta. Conoscere e applicare alcune semplici regole di prevenzione permetterà ai vostri bimbi di evitare danni alla pelle, senza per questo rinunciare al piacere di stare al sole.

Consigli per una corretta protezione dai raggi solari
Prima di tutto evitare l'esposizione ai raggi solari diretti per i bambini che hanno meno di 6 mesi. Fino a questa età, i piccoli vanno sempre tenuti all'ombra: la loro pelle infatti non è ancora fornita di meccanismi di difesa naturali (strato corneo e melanina).
I più grandicelli possono permettersi qualche incursione fuori dall'ombrellone, ma non vanno lasciati giocare troppo a lungo sotto il sole. Assolutamente da evitare, poi, le ore centrali della giornata, che sono le più cariche di raggi ultravioletti. Il momento di maggior irradiazione va infatti dalle undici del mattino alle tre del pomeriggio: in questa fascia oraria viene emesso il 50 per cento dei raggi ultravioletti di un'intera giornata.

Soprattutto durante i primi giorni di vacanza è consigliabile coprire i bimbi con una maglietta di cotone, per evitare che i raggi colpiscano direttamente la cute, non ancora pronta a difendersi. Indispensabile per proteggersidal sole è anche un cappellino, meglio se dotato di ampia visiera, in modo da riparare non solo la nuca ma anche il volto del bambino (occhi, naso e labbra sono parti molto delicate).

Non sottovalutiamo la necessità della presenza di un genitore in acqua. Il bambino non è in grado di cavarsela da solo in acqua. L'obiettivo di svolgere un corso di acquaticità neonatale, con bimbi da 0-3 anni, è l'ambientamento in acqua genitore-bambino per favorire una crescita e uno sviluppo armonioso.

Un ruolo protettivo fondamentale per la pelle delicata dei bimbi (ma anche per quella degli adulti) è rappresentato dalle cosiddette creme solari o creme proteggenti. In età pediatrica si raccomanda l'applicazione di prodotti, sotto forma di latte o crema, contenenti schermi fisici (ossido di zinco e di titanio), meglio tollerati dei filtri chimici. Assicurarsi che il fattore di protezione sia elevato (almeno 20-25), soprattutto se la cute del bambino è particolarmente chiara o caratterizzata da lentiggini o angiomi. Rinnovare spesso l'applicazione, senza trascurare naso e orecchie, è altrettanto importante per scongiurare i danni causati dai raggi nocivi.

Va poi sottolineato che l'uso regolare di schermi solari, anche nei primi anni di vita, non influisce sul metabolismo della vitamina D, fondamentale per il tessuto osseo in formazione. L'esposizione ai raggi solari può diventare rischiosa per il vostro bambino, se sta assumendo determinati farmaci. Chiedete pertanto consiglio al medico prima di partire per le vacanze. Se il bambino ha un neo grande (di solito già presente alla nascita) oppure una cicatrice recente occorre coprire il neo o la cicatrice con un cerotto.

E non dimenticate che...
I raggi ultravioletti variano a seconda delle diverse condizioni ambientali. In spiaggia, ad esempio, la sabbia ne riflette più del 25 per cento, mentre all'ombra ne sono presenti circa il 50 per cento. Persino con il cielo coperto, circa il 90 per cento di questi raggi UV riesce a penetrare attraverso le nuvole. Anche nuotando ci si può scottare: nell'acqua penetra, infatti, dal 40 al 95 per cento dei raggi ultravioletti. E' importante quindi che bimbi e adulti proteggano la loro pelle prima di immergersi, applicando sempre prodotti resistenti all'acqua.

 
 
Per essere adatti ai bambini, gli occhiali da sole devono essere dotati di lenti scure che garantiscano la massima protezione dai raggi UV

I colori consigliati sono marrone, grigio o verde (anche se i bambini sono inevitabilmente attratti da quelle gialle, rosse o fucsia, che però non sono in grado di proteggere l'occhio)

Le lenti devono poi essere leggere e infrangibili, meglio quindi se in materiale plastico

Anche la montatura è importante: deve essere, allo stesso tempo, leggera, robusta e confortevole e, soprattutto, deve consentire la giusta centratura rispetto agli occhi

Anche gli occhi vanno protetti
Molti genitori non si preoccupano di proteggere gli occhi dei loro bambini dai raggi solari. In realtà i raggi UV penetrano fino alla retina e possono provocare danni immediati o futuri.

Occorre abituare i bambini ad indossare sempre gli occhialini da sole, proprio come fanno mamma e papà.

La scelta deve comunque ricadere su un prodotto di qualità: per questo è bene rivolgersi presso i punti vendita degli ottici optometristi, dove sono disponibili occhiali da sole per bambini in diversi modelli, a partire da prezzi contenuti.

Quando il sole fa bene?
A parte i primi 6-12 mesi di vita del bambino (durante i quali è consigliabile mantenerlo in zone ombreggiate), l'esposizione alla luce solare può apportare notevoli benefici all'organismo umano e, in particolare:

  • migliora la pelle: favorisce il ricambio cellulare ed esercita un'azione trofica sui tessuti, facilitando gli scambi nutritizi e la circolazione

  • rafforza il sistema immunitario: i raggi UV, soprattutto quelli UV-A, incrementano la quantità di anticorpi presenti nel sangue, determinando, così, una maggiore capacità dell'organismo a reagire nei confronti di malattie infettive e virali (come l'influenza, la varicella, la rosolia, …)

  • regola la secrezione sebacea: migliora, così, l'aspetto delle pelli affette da acne. Un'esposizione eccessiva, però, può seccare la pelle e, di conseguenza, stimolare le ghiandole sebacee, che, per reazione, producono più sebo e peggiorano l'acne

  • irrobustisce le ossa: circa 15 minuti al giorno di esposizione alla luce solare sono in grado di garantire all'organismo la quantità necessaria di vitamina D. Quest'ultima serve a fissare il calcio e il fosforo nelle ossa ed è, quindi, indispensabile per una corretta crescita scheletrica e per contrastare alcune malattie, come il rachitismo e l'osteoporosi

  • allevia alcuni disturbi: il sole, in alcuni casi, può trasformarsi in una vera e propria cura supplementare per alcune malattie, come: il diabete (i raggi solari mettono in azione il pancreas, che tende a produrre più insulina, favorendo la riduzione dei livelli di glucosio nel sangue); la depressione (numerosi studi hanno dimostrato il ruolo benefico della luce solare sull'umore), l'anemia (il sole tende a contrastare alcuni tipici sintomi della malattia, come la stanchezza cronica, la svogliatezza e la difficoltà di concentrazione) e la psoriasi (è ormai noto l'effetto benefico dei raggi solari nel migliorare l'aspetto estetico della pelle di chi soffre di questo disturbo, anche se il dermatologo invita sempre a non esagerare, per non rischiare di ottenere l'effetto opposto)

Quando il sole fa male?
In altri casi, il sole e il caldo possono peggiorare o far insorgere alcuni disturbi. In particolare, dovrebbero evitare la permanenza in aree molto caldi i bambini che soffrono di:

  • asma o bronchite: in estate aumentano le aggressioni alle vie respiratorie. Il caldo, infatti, favorisce la formazione di ozono, che a sua volta accentua l'iperreattività bronchiale

  • herpes simplex: i raggi UV, se presi in eccesso, possono alterare le difese immunitarie, facilitando le recidive di herpes (in genere alle labbra)

  • lupus eritematoso: circa i 2/3 delle persone affette da lupus eritematoso sistemico (LES) sono fotosensibili; l'esposizione al sole, quindi, in alcuni casi può scatenare una riacutizzazione della malattia

  • vitiligine: sotto al sole i bambini affetti da vitiligine, malattia della pelle caratterizzata dalla comparsa di macchie prive di pigmentazione, si possono scottare molto facilmente nelle zone chiare dovute alla malattia. In definitiva, quindi, nei bambini (ma non solo) il sole andrebbe considerato proprio come una medicina, da prendere nei casi indicati, in determinati orari e alle giuste dosi, senza trascurare possibili controindicazioni ed effetti collaterali.

 

 

Dal giugno 2003 l'indice dei raggi UV nelle previsioni metereologiche di Rai 1. Così sarà più facile proteggersi.

 

a sapern