
Il
bambino va “introdotto” dolcemente nel mondo
del sonno. Egli generalmente presenta una naturale diffidenza
ad addormentarsi. I motivi sono svariati, tra di essi
i più importanti sono due. |
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da una parte egli, dopo i primi
mesi, può provare un senso di timore nell’inoltrarsi
in un mondo sconosciuto (non a caso nella tradizione popolare
ci si augura la “Buona Notte” essendo il sonno
interpretato come un viaggio),
dall’altra l’attenzione verso il mondo circostante
può tenerlo all’erta soprattutto se esistono
elementi di forte attrazione quali vedere la famiglia riunita
la sera, il papà che torna dal lavoro, la possibilità
di avere i genitori tutti per lui.
Questi momenti vanno favoriti magari impegnandosi a tornare a casa ad orari accettabili.
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Il bambino dai nove-dieci mesi inizia a percepire lo scorrere del tempo e ad abituarsi ad alcuni orari come punti di riferimento. |
Il ritorno del papà la sera inizia ad essere atteso e
non va certo disilluso: è opportuno posporre altre attività
e dedicarsi qualche decina di minuti interamente al bambino
coccolandolo, osservandolo con ammirazione per le sue quotidiane
conquiste così evidenti in questi mesi, e giocando con
lui. E’ probabile che l’addormentarsi sia più
facile dopo questo contatto ricco di affetto e di comunicazione.
Certo se il bambino è stanco si assopisce spontaneamente
in qualsiasi posto e momento: in culla, in braccio, su una sedia
ecc….ma non sempre conviene lasciarlo arrivare esausto
al momento della ninna.
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Per molti bambini la stanchezza eccessiva ha un effetto
eccitante e li rende meno disposti a collaborare. |
Generalmente la sequenza ordinata di alcune azioni, in modo
tale da costituire quasi un “rito della nanna”,
aiuta il bambino a rilassarsi dandogli punti di riferimento
che gli facciano “prevedere” cosa sta succedendo;
in genere, è ugualmente importante un certo ordine
negli orari soprattutto per quanto riguarda i pasti e il sonno
in modo da “sincronizzare” anche l’orologio
biologico.
Fondamentale nell’induzione del sonno è la tranquillità
dell’ambiente, il ché non vuol necessariamente
dire il silenzio assoluto, bensì il tono della voce
e i rumori circostanti. La presenza di un adulto, di uno dei
genitori, accanto al bambino, la sua voce tranquilla, affettuosa,
rasserenante, consentirà il rilassamento necessario
per addormentarsi. Se il bambino dorme da solo, invece di
allontanarvi subito, trascorrete una decina di minuti preparando
le cose per l’indomani, riordinando i vestiti, e dandovi
da fare accanto alla porta, il bambino riuscirà a rilassarsi
e a lasciarsi andare al sonno con la sensazione confortevole
della vostra presenza. Lasciategli anche una luce accesa nelle
vicinanze e la porta aperta, in modo che possa sentire i rumori
familiari: si sentirà meno escluso. Cercate di coinvolgere
anche il papà in questi rituali, magari uscite prima
dalla stanza, lasciando che sia lui a cantare la ninna nanna
e a dargli l’ultimo bacio. Se riuscite a evitare che
il piccolo sia colto dalla paura e si senta abbandonato quando
lo lasciate, troverà il modo di garantirsi sicurezza
e conforto e lo utilizzerà per riuscire ad affrontare
la vostra assenza nei mesi successivi.
L'autoconsolazione
Per un bambino succhiare rappresenta uno dei sistemi fondamentali
per trovare conforto da soli. Superati i primi mesi alcuni
bambini iniziano a succhiarsi le dita come abitudine autoconsolatoria,
quindi sempre disponibile al bisogno. In questo sta la forza
e anche la debolezza dei sistemi di autoconsolazione. Sono
validi per il bambino perché sono una fonte di sicurezza indipendente
ed autonoma, gli danno modo di fare affidamento su se stesso
e di essere un po' meno dipendente dalle coccole degli adulti,
ma se diventano troppo abituali anche durante il giorno, quando
la mamma o un altro adulto sono presenti, e il bambino ha
la possibilità di giocare ed esplorare, allora possono
essere un segnale di bisogno di maggiore affetto ed attenzioni.
Il bambino succhia invece di piangere e sostituisce con questo
conforto la vostra presenza.
Molti bambini associano l’abitudine di succhiare le
dita o il ciuccio con altri tipi di autoconforto: oggetti
morbidi, pupazzetti di peluche, la copertina della culla ecc
che diventano inseparabili (la famosa copertina di Linus!).
Questi oggetti di autoconsolazione hanno una reale importanza
emotiva per il bambino. Si tratta sempre di qualcosa di molto
familiare, che dà al piccolo maggiore sicurezza e conforto,
e promette il vostro ritorno. Il bambino si addormenta con
l’oggetto vicino - in genere lo tiene sempre nella stessa
posizione - e lo ritrova se si sveglia durante la notte. Oggetti
di questo tipo sono molto preziosi per la serenità
e la sicurezza del vostro piccolo: non dovrete quindi mai
dimenticarli. Alcuni genitori tengono un duplicato per avere
una scorta in caso di smarrimento, rottura o lavaggio.
Alcuni bambini possono sviluppare anche dei movimenti ritmici
autoconsolatori: molti inventano dei modi molto personali
per potersi procurare conforto da soli. Alcuni si accarezzano
contro l’oggetto preferito, altri si attorcigliano una
ciocca di capelli (sempre nella stessa posizione) altri arrivano
a dondolarsi talmente forte da far vibrare l’intera
culla.
Per saperne di più:
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