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Abbiamo intervistato la dottoressa Emanuela Rocca, ostetrica
di Genova nonché fedele collaboratrice del ilmiobaby.com
chiedendole che cosa si intende per parto concordato, come
si fa, per quale motivo le donne lo chiedono e altre considerazioni
interessanti.
D. Dottoressa Rocca che cosa
si intende per “Parto Concordato"
R. . Il parto concordato consiste nello stabilire,
insieme al ginecologo, la data della nascita del proprio bambino,
senza aspettare che ciò avvenga spontaneamente.
D. Ma come si fa?
R. Il parto concordato può essere
fatto in due modi: con l’applicazione di un gel di prostaglandine
o con l’intervento di taglio cesareo programmato.
Solitamente si opta per il gel se è necessario anticipare
il parto spontaneo perché la gravidanza non dovrebbe
più proseguire, quindi in caso di oligoidramnios (riduzione
del liquido amniotico), pre-eclampsia materna, diabete materno,
mal funzionamento della placenta, ritardo o anomalie della
crescita fetale, gravidanza oltre il termine…
Il cesareo programmato può avvenire per lo stesso motivo
dell’applicazione del gel, ovvero quando è sconsigliata
la prosecuzione della gravidanza o quest’ultima abbia
superato il termine e il gel non ha funzionato, ma anche per
alcune presentazioni anomale del feto (podalica, traversa,
di faccia…), oppure per scelta specifica della partoriente.
Quest’ultima opzione è quella che discutiamo
in questa sezione.
D. Dottoressa Rocca, perché
una donna dovrebbe scegliere il cesareo in assenza di indicazioni
specifiche?
R. Solitamente si richiede un cesareo per
evitare i famosi dolori del parto, la fatica del travaglio,
le ore trascorse con le contrazioni, le spinte, le eventuali
lacerazioni vagino-perineali o l’episiotomia…
D. Ma l’intervento chirurgico
è migliore del parto spontaneo?
R. NO. Il parto spontaneo è la condizione
migliore sia per la mamma che per il feto, perché durante
il travaglio e il parto entrambi secernono delle sostanze
speciali (ormoni) che ne garantiscono il benessere dopo il
parto e una buona salute, sia fisica che psichica. Inoltre,
appena avvenuto il parto, i dolori scompaiono totalmente,
lasciando il posto a un senso di vittoria e gratificazione
molto piacevoli e appaganti!!
D. Dottoressa Rocca, che differenze
ci sono tra parto spontaneo e taglio cesareo?
R. Le differenze sono determinanti. Per essere
sottoposta a taglio cesareo, la donna deve
essere rasata sul pube e a volte anche sull’addome con
il rasoio, perché dopo l’intervento la ferita
non si infetti. Le viene somministrato un clistere la mattina
dell’intervento per ripulire il retto e la parte inferiore
dell’intestino. Deve rimanere digiuna dalle 12 h precedenti
il cesareo, deve essere fatta l’anestesia, che oggi
prevede quella loco-regionale, e infine deve essere cateterizzata
e il catetere rimarrà in loco fino al giorno dopo l’intervento.
Dopo un taglio cesareo, poi, la puerpera non può alzarsi
e camminare per diverse ore, deve fare i conti con i punti
di sutura, che interessano diversi strati a cominciare dalla
parete uterina, quindi ha difficoltà a muoversi agevolmente,
a camminare, a prendere in braccio il bambino e ha dolore…Non
può fare nemmeno la doccia per quasi dieci giorni dal
parto e in più, subito dopo l’intervento, le
vengono somministrati diversi liquidi per via endovenosa (antibiotici,
nutrimenti, perché non può mangiare cibi solidi
per qualche giorno…), quindi deve fare i conti anche
con le flebo…
Per il parto spontaneo non è necessaria
alcuna preparazione, e dopo il parto la puerpera può
immediatamente alzarsi dal letto, se se la sente, e andare
da sola al bagno, lavarsi, fare la doccia, mangiare e bere
ciò che vuole e muoversi agevolmente. A volte si prova
un po’ di fastidio nel sedersi, per via dei punti di
sutura sul perineo o di eventuali emorroidi, ma è questione
di pochi giorni e tutto va a posto.
D. Ma le future mamme che richiedono
il cesareo, conoscono tutti questi risvolti?
R. Spesso non li conoscono e si accontentano
di sapere che non soffriranno per la nascita del bambino.
Pur di non soffrire, sono disposte a sottoporsi a un intervento
chirurgico!!!
Alcune mamme che chiedono il cesareo hanno alle spalle, per
la precedente gravidanza, un travaglio di parto molto lungo,
massacrante e medicalizzato, in cui sono state poco o male
assistite, in cui hanno subito gli effetti dell’ossitocina
o di manovre invasive e dolorose…quindi pensano che
un cesareo non possa essere peggio di così!!
D: Ma nessuno spiega loro le
conseguenze del taglio cesareo?
R. Spesso non vengono spiegate nei particolari,
e comunque la maggior parte di loro sottovaluta ciò
che sente dire, pur di alleggerirsi dal peso di pensare anche
solo a partorire spontaneamente…
D. Che margine di rischio ha
il taglio cesareo?
R. Lo stesso di tutti gli interventi chirurgici,
perché comporta anzitutto un’anestesia, totale
o loco-regionale che sia, e poi comporta tutti i rischi di
un intervento così invasivo: dall’incisione di
vari tessuti e di un organo importante come l’utero,
alla sutura degli stessi, a quello che subentri un’infezione,
un’emorragia…
D. E dal punto di vista economico?
R. Economicamente il cesareo è più
costoso di un parto spontaneo. Anzitutto per il tipo di intervento
e gli strumenti utilizzati, più sofisticati e complicati,
e per l’impiego maggiore di personale specializzato.
Poi dal punto di vista delle cure assistenziali dopo l’intervento:
flebo, antibiotici, antidolorifici… e dal punto di vista
della degenza:un intervento cesareo necessita di almeno 5
giorni di degenza (e quindi di assistenza da parte del personale
e di utilizzo delle strutture ed attrezzature), mentre dopo
un parto spontaneo oggi sono sufficienti 48-60 ore di degenza
e molta meno assistenza.
La degenza è totalmente a carico del Servizio Sanitario
Nazionale, pertanto un alto numero di tagli cesarei significa
un alto numero di spese, più alto che per i parti spontanei.
Questo è uno dei tanti motivi per cui il taglio cesareo
andrebbe eseguito solamente in caso di stretta necessità,
quindi attenendosi ai protocolli dell’ospedale (linee
guida che indicano i casi meritevoli di cesareo). Coloro le
quali vogliono fare un taglio cesareo al di fuori di queste
indicazioni, quindi al di fuori della necessità, dovrebbero
assumersene l’onere e andare ad eseguirlo in una clinica
privata, dove l’intervento e la degenza non sono più
a carico del S.S.N. ma del singolo utente
D. Esistono specifiche indicazioni
in proposito dettate dall’Organizzazione Mondiale della
Sanità (OMS)?
R. Sì, esistono, e pongono un limite percentuale
nel tasso di tagli cesarei che andrebbero fatti che in Italia
viene ampiamente superato, spesso per motivi futili, quindi
non per stretta necessità
D. Concludendo, Dottoressa
Rocca, quali sono i pro e i contro al parto concordato?
R. Il parto concordato viene spesso attuato
mediante il taglio cesareo a richiesta, intervento non privo
di rischi e complicazioni che non devono essere sottovalutate
e di disturbi e fastidi dopo l’intervento. Il cesareo
richiede maggior sforzo economico da parte del Servizio Sanitario
Nazionale. Ma è importante anche dire che dopo due
tagli cesarei, comincia a diventare controindicata un’
ulteriore gravidanza, per i rischi che potrebbero intercorrere,
mentre col parto spontaneo una famiglia può mettere
tranquillamente al mondo tutti i figli che desidera. In ultimo,
decidere a priori la data di nascita del proprio bambino vuol
dire togliere quell’aura di magia che avvolge il mistero
del parto, vuol dire progettare e forzare meccanicamente uno
degli eventi più belli, profondi e irripetibili della
propria vita… E poi, oggi, esistono tantissimi rimedi
contro il dolore del parto!!!!!
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