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Consigli per farlo addormentare

La nascita di un bambino rappresenta un’autentica rivoluzione nella vita familiare. Accanto all’innegabile gioia che essa comporta ci sono le preoccupazioni e le ansie dei genitori, soprattutto nel caso di un primo figlio che, a sua volta, può risentire di queste emozioni.

Tuttavia, una volta che queste esigenze siano state soddisfatte, è importante rendersi conto che il “cucciolo d’uomo” è diverso dagli altri “cuccioli” viventi, e che gli aspetti materiali, per quanto necessari, non sono sufficienti.

In maniera più o meno conscia è presente nel cuore e nella mente dei genitori il pensiero di non essere all’altezza della situazione, di non riuscire a dare al proprio piccolo sempre tutto ciò di cui abbia bisogno. Se questo dubbio è umano, importante è però riconoscerlo e affrontarlo con tranquillità, fidandosi anche del proprio istinto e della capacità di “mettersi in sintonia” con il bambino.
Generalmente si tende a immaginare che le necessità primarie del bambino siano di ordine materiale, e, sino a un certo punto, questo è vero: ecco allora che già durante l’ultimo periodo della gravidanza ci si sarà dati da fare perché il bimbo potesse essere accolto in un luogo pulito, caldo, confortevole, sicuro….

Che cosa vogliamo per nostro figlio?
La prima e fondamentale domanda a cui un genitore dovrebbe rispondere è questa: “Cosa voglio per mio figlio?”
Il primo anno di vita è determinante per il suo futuro. Ha la stessa importanza dell’epoca gestazionale perché in entrambi questi periodi avvengono acquisizioni importanti.
Un genitore non deve modellare suo figlio secondo desideri o aspirazioni personali e precostituite, bensì creare le condizioni affettive ed ambientali affinché egli sviluppi le proprie capacità facendo in modo che egli sia felice non quando sarà grande ma già da ora.. Il bambino è una persona che ha la sua individuale personalità che va difesa e tutelata.

Quali sono allora le priorità che dobbiamo tenere in conto?

Il compito principale ed essenziale che i genitori sono chiamati
a svolgere è quello di creare un ambiente familiare sereno e gioioso.

È infatti il "clima" che respira dentro casa a condizionare il suo sviluppo, rendendolo fiducioso in se stesso e tranquillo nei confronti del mondo intorno a lui. In questo modo si favorisce quel naturale processo di autoregolazione che egli possiede. Il bambino deve sentirsi amato per quello che è. Deve percepire che l'amore dei suoi genitori verso di lui è totale e che per nessuna ragione lo perderà. Questa certezza è una sua necessità primaria. In tal maniera si passa da un atteggiamento difensivo caratterizzato da timori (il bambino non cresce, mangia poco, si può ammalare…) a un atteggiamento positivo fatto di proposte e di iniziative utili per il bambino, correlate alla fase del suo sviluppo.

Cosa si deve fare allora in concreto?
Si può comunicare questa sicurezza affettiva al bambino, secondo noi, soprattutto mediante

Con queste premesse si può aiutare il bambino a superare positivamente il trauma innegabile che consegue al cambio repentino d’ambiente che si realizza dopo il parto. Le esperienze positive lo mettono in grado di apprezzare il nuovo habitat e gli infondono fiducia e tranquillità. In questo modo i comuni problemi fisici (se il piccolo non ha una malattia seria) in genere si riducono, il rapporto con l’alimentazione è buono, il sonno non crea problemi, le coliche gassose sono rare, il pianto è limitato, ecc… E’ la conferma che le esigenze psicologiche, spesso dimenticate o addirittura non considerate per lo meno in questa fase, sono importanti e condizionano in parte anche quelle fisiche.

Ma come garantire quel clima di tranquillità necessario per potersi dedicare con serenità al bambino? Come non farsi prendere la mano dalle preoccupazioni quotidiane, dalla casa, dalle visite? Come non risentire negativamente della mancanza di riposo che inevitabilmente anche il più tranquillo dei bambini provoca nei genitori? Come non perdere di vista la cura della propria persona che si tende a trascurare nei primi mesi?

È necessario, o perlomeno utile, essersi preparati prima.

C’è un atteggiamento materno che viene spesso denominato “la sindrome del nido” che consiste in una febbrile attività nelle cose che riguardano la casa nelle ultime settimane di gravidanza: se non si esagera essa può risultare provvidenziale:

  • aver provveduto (magari con l'aiuto di qualcuno) alle pulizie "in grande" consente di mantenere la casa più in ordine con meno sforzo ora che, tra una poppata e un cambio di pannolini, il tempo a disposizione è molto meno

  • aver riempito il congelatore con piatti cucinati "in più" negli ultimi mesi (teglie di lasagne al forno, carne già pronta per lo spezzatino, polpettoni, filetti di pesce già puliti, torte rustiche….) consente di aver meno da fare in cucina

  • aver fatto la scorta di tutto ciò che non è deperibile come saponi, biscotti o dolcetti secchi da offrire, ma soprattutto di piatti e bicchieri di carta, consente di risparmiare tempo nella spesa.

Se ciò non è stato fatto prima, conviene chiedere aiuto ad amiche o sorelle in modo da recuperare un po’ di tempo prezioso per riposarsi quando il bambino dorme.
È bene inoltre ricordarsi sempre (e ricordare agli altri membri della famiglia) che mantenere pulito e in ordine è molto più facile e veloce che pulire o riordinare, un piccolo gesto al momento giusto risparmia una grande fatica più tardi.

Come affrontare con tatto le visite dei parenti e degli amici che vogliono conoscere il nuovo arrivato?
Anche in questo caso è bene organizzarsi:
  • se possibile, fate sapere quando siete disponibile per le visite; generalmente è meglio lasciar passare qualche settimana affinché la mamma si riprenda bene e gli orari del piccolo siano un po' più definiti

  • avere qualcuno con la mamma che "faccia gli onori di casa" anche se è il momento della poppata o del cambio del pannolino può essere una benedizione quando arrivano ospiti

  • aver sempre pronto un vassoio di pasticceria secca o cioccolatini e qualche bevanda da offrire in modo da poter intrattenere gli ospiti senza dover pensare ogni volta a cosa preparare

  • imparare da subito ad allattare con discrezione in pubblico (uno scialle o un ampio foulard fissato con una spilla di sicurezza su una spalla in modo da poter avvolgere e coprire il bambino mentre ciuccia permetterà di non far aspettare mai il piccolo e d'altro canto inviterà gli amici sensibili a non prolungare le visite oltre un certo limite)

  • esistono in commercio speciali marsupi a fascia indiana (una specie di coperta agganciata saldamente dietro le spalle) che consentono l'allattamento, la ninna e perfino qualche piccola faccenda domestica: ad esempio passeggiare per la casa magari canticchiando una ninna nanna mentre si riempie una capiente busta con tutti gli oggetti lasciati in giro dopo le visite: carte dei regali, regali, giochini degli altri bimbi, qualche biglietto… gli ambienti risulteranno immediatamente più ordinati e la busta sarà svuotata e sistemata più tardi, magari dal papà

  • avere a disposizione bigliettini e buste già affrancate per rispondere subito agli auguri e per ringraziare, mentre il telefono con il viva-voce può essere usato durante le poppate proprio per le telefonate di ringraziamento

  • coinvolgere sempre i fratellini in queste attività, sotto forma di gioco o di gara se sono molto piccoli o chiedendo chiaramente il loro aiuto se sono già grandicelli: il riconoscere la loro giusta importanza nella gestione della vita familiare non può far loro che del bene.