La medicina omeopatica è l’applicazione clinica della “Legge di similitudine”, che stabilisce l’esistenza di un parallelismo d’azione tra il potere tossicologico di una sostanza e il suo potere terapeutico
Così come disse Hanneman, il padre della moderna omeopatia:
“Ogni sostanza farmacologicamente attiva induce nell’individuo sano e sensibile un insieme di sintomi e segni, caratteristico della sostanza impiegata. Ogni individuo malato presenta un insieme di sintomi e segni, espressione della sua reattività globale e individuale. La somministrazione a dosi infinitesimali della sostanza i cui sintomi sperimentati indotti sul soggetto sano sono simili a quelli spontanei del malato, è capace di indurre la guarigione,
testimoniata dalla scomparsa dei sintomi e dei segni”.
In pratica i sintomi e i segni di una malattia o un disturbo sono interpretati come una normale reazione del corpo che cerca di superare il disturbo stesso, di guarire… L’omeopatia, mediante la somministrazione di dosi infinitesimali di una sostanza che nell’individuo sano provoca gli stessi disturbi o gli stessi sintomi, stimola la reazione del corpo stesso - rinforzandola - in modo che esso possa autodifendersi!!
Un esempio molto semplice:
una puntura d’ape provoca un rigonfiamento rosato con bruciore pungente e la sensazione peggiora con applicazioni calde, mentre migliora con il freddo. Ogni volta che si presenta una situazione simile si somministra il medicamento omeopatico corrispondente, cioè Apis, una preparazione a base di ape che nell’individuo sano suscita questa reazione!! |
Esistono vari tipi di rimedi:
- unici (un rimedio),
- plurimi (due o più rimedi da assumere in un certo ordine) e
- complessi (due o più rimedi contemporaneamente), e anche a
- diverse diluizioni e diverse forme.
La diluizione è il vero segreto dell’omeopatia: si diluisce la tintura madre diverse volte con acqua e più volte si diluisce, più il rimedio ottenuto è potente ed efficace.
I rimedi si trovano sotto forme di polveri, granuli, tavolette, gocce e vanno assunti preferibilmente lontano dai pasti (mezz’ora prima o dopo), non in concomitanza con caffè, thè e menta (anche dentifricio alla menta) e occorre fare attenzione a non toccare con le mani o la bocca i granuli che non si usano, perché perderebbero efficacia.
I rimedi vanno, inoltre, conservati lontano dal calore e dalla luce, preferibilmente lontano da fonti di odori forti o profumi.
Il travaglio di parto viene considerato una condizione acuta, perciò il rimedio deve agire rapidamente e dev’essere possibile ripeterne frequentemente l’assunzione, anche ogni 15 minuti, quindi la maggior parte dei rimedi consigliati hanno diluizioni alla 200 C:
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Caulophyllum: utile quando le contrazioni sono convulse e inefficaci, la cervice molto rigida e non si dilata. Utile anche quando la partoriente è molto stanca e debole e quando è molto sensibile al freddo.
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Pulsatilla: per quelle contrazioni che iniziano e poi non continuano o sono inefficaci. Quando la donna è scoraggiata, piange, è molto assetata e debole e quando ha bisogno di attenzioni particolari.
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Kali carbonicum 30: efficace contro i dolori in zona lombo-sacrale, al sedere e alle cosce. Utile anche quando la partoriente è sudata, debole, ansiosa e irritata, oppure quando ha mal di testa. E’ un rimedio che va ripetuto frequentemente.
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Chamomilla: quando la donna è arrabbiata o molto irritabile, insofferente alle contrazioni o alle visite in travaglio, quando sbraita e agita le mani e vorrebbe picchiare qualcuno. Utile anche quando le contrazioni sembrano spingere il bambino verso l’alto piuttosto che verso il basso o quando la donna soffre di dolori alle cosce.
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Cimicifuga: per la partoriente spaventata e disperata, quando non riesce a mantenere l’autocontrollo, non riesce a rilassarsi, è ipercinetica e parla molto. Utile anche quando il dolore delle contrazioni viene percepito più lieve sul fianco sinistro.
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Sepia: quando il travaglio è violento, la donna irritabile, facile al pianto o indifferente, ma anche quando prova l’impulso di mordere qualcuno.
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Aconite 30: per futuri papà e future mamme molto spaventati in travaglio.
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Arnica 30: il rimedio contro lo shock, riduce il dolore e l’infiammazione. Dopo il parto previene le emorragie e l’infiammazione
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Hypericum 30: promuove il senso di benessere e aiuta a prevenire i danni ai tessuti
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Naturm Muriaticum: per i dolori in zona lombo-sacrale, quando la donna si sente inibita, arrabbiata od ostacolata
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Gelsenium: contro mal di schiena e debolezza
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Nux vomica: quando ogni contrazione dà alla donna la sensazione di fare pipì o il bisogno di andare di corpo. Il dolore è in zona lombare e il collo uterino è rigido. La donna è ipersensibile e irritata. La contrazioni possono essere insufficienti.
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