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Già il medico arabo Avicenna (XI secolo) parla di dispositivi da inserire nell'utero, anche se l'uso a scopo anticoncezionale di piccoli oggetti da inserire nell'utero simili alle spirali attuali comincia solo, con una certa diffusione e scientificità, intorno agli anni '30 del XX secolo.
Com'è fatta e come si usa
Le spirali, o dispositivi intrauterini (IUD) oggi in uso sono di 2 tipi: al rame o con levonorgesterl (un progestinico). Vengono inserite dal ginecologo all'interno dell'utero, nella cavità uterina, con un piccolo intervento ambulatoriale che non richiede anestesia e mantengono la loro attività contraccettiva per 5 anni.
Sono di forma variabile (a T, ad ombrello, ad anello, a collanina), anche se vengono chiamate spirali perché uno dei primi modelli, non più in uso, aveva la forma di spirale. La maggior parte presenta un filo di nylon
all'estremità, tagliato in modo da sporgere di qualche centimetro dal canale cervicale, che permette di rimuovere facilmente il dispositivo (basta tirare il filo con una pinza) e di controllare durante la visita che esso sia nella sede corretta.
Meccanismo d'azione
Sembra ormai accertato che l'attività contraccettiva sia data dal rame, che è un potente spermicida.
Le spirali al levonorgestrel agiscono invece tramite gli effetti che questo ormone (estrogeno) determina sull'endometrio (la mucosa all'interno dell'utero), sul muco cervicale e sulla motilità delle tube, rendendoli inadatti alla fecondazione e all'impianto. Questo tipo di spirale viene usato anche a scopo terapeutico, oltre che anticoncezionale, perché riduce significativamente la quantità del flusso mestruale: viene quindi impiegata nelle donne con mestruazioni troppo abbondanti. Lo IUD comincia a funzionare come contraccettivo non appena viene inserito, e può essere usato anche per la contraccezione d'emergenza. La fertilità riprende non appena esso viene rimosso.
Vantaggi
- Elevata efficacia contraccettiva
- Comodità e lunga durata
- Basso costo
Svantaggi
- Richiede l'intervento di uno specialista per l'inserimento e la rimozione
- Presenza di controindicazioni e possibili effetti collaterali
Controindicazioni
- Gravidanza (è necessario essere certi che la donna non sia incinta prima di inserire lo IUD)
- Controindicata nelle donne multipartner, perché aumenta la tendenza a sviluppare infezioni pelviche (questo effetto non sembra presente con gli IUD al levonorgestrel)
Possibili effetti avversi
- Può aumentare la quantità e la durata del flusso mestruale, e causare perdite ematiche al di fuori del ciclo (relativamente frequente)
- Lo IUD al levonorgestrel spesso determina amenorrea (assenza di mestruazioni)
- Possibili infezioni pelviche (infrequente)
- Possibile perforazione uterina durante l'inserimento (raro)
Pregiudizi da sfatare
- Non deve essere inserita durante il ciclo: la presenza della mestruazione serve solo ad escludere una gravidanza, se questa è già esclusa lo IUD può essere applicato in qualsiasi momento
- Se nonostante la presenza dello IUD si verifica ugualmente una gravidanza, essa può venire proseguita senza problemi con gli IUD al rame, mentre non si conoscono ancora sufficientemente gli effetti sull'embrione degli IUD al levonorgestrel
- Può venire utilizzata anche dalle donne che non hanno avuto figli, se hanno una vita di coppia stabile
- Causa aumento delle infezioni solo nelle donne multipartner
- Può venire inserita anche poco tempo dopo il parto (30-40 giorni), anche se questo è stato cesareo.
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